How to get away with murder

Recensione “How to get away with murder” – 4×05 – I love her

Recensione How to get away with murder – 4×05 – I love her

 

How to get away with murder

Bentornati con la nuovissima puntata di How to get away with murder. Allora non so se cominciare a parlare del balletto di Annalise, della corsa di Bonnie sotto la pioggia stile Colazione da Tiffany oppure del fatto che al termine della puntata ci sia mostrato il nostro Asher in galera. Di una cosa siamo certi: nonostante la divisione del gruppo presto torneranno più uniti che mai e su una scena del crimine.

Annalise Keating

Parliamo quindi dei K5. Michaela, Oliver e Laurel stanno cominciando a creare una bella tela di disastri vari. Odio Laurel, capisco il sentimento di vendetta sul padre davvero, tuttavia detesto che coinvolga in questo modo Michaela. Detto questo odio ancor più la nostra Micky che nonostante predichi libertà dai casini e dal mondo di Annalise Keating, non riesce a starne fuori, anzi, si fa coinvolgere sempre più. Ragazzina sei troppo volubile, diciamolo…

Michaela Pratt

Oliver d’altro canto comprende la gravità della situazione ma strapazzato dalle due ragazze di ferro si lascia trasportare dagli eventi e dai sensi di colpa che le due sono in grado di suscitare appena si nomina il povero Wes. (Anche da morto crei casini ragazzo).

 

Altro team vincente (e improbabile) è quello di Annalise e Connor. Il ragazzo naviga in un mare di disperazione e lo capisco. È alquanto credibile che almeno uno di loro abbia problemi a riprendere la quotidianità di una vita tranquilla dopo aver sgozzato più di un paio di persone. Connor ha un trauma ma, per come la vedo io, rifugiarsi da Annalise per superarlo non è il miglior modo di cominciare. Non c’è nulla da fare qui c’è in atto una vera e propria sindrome di Stoccolma: tutti tornano dall’aguzzino, tutti tornano in qualche modo dal padre cattivo, tutti tornano da Miss Keating.

Connor Walsh

Asher invece scopre che Michaela nasconde qualcosa, Frank copre egregiamente il suo ruolo di gigolò di Laurel (a proposito il bambino potrebbe essere di Frank, e no, questo davvero non me l’aspettavo). Ecco il perché di tutto questo senso di colpa. Certo, Laurel è straziata tuttavia avere dubbi sul padre del bambino la porta in qualche modo a onorare la memoria del (cornuto) e defunto Wes.

Laurel Castillo

La puntata però gioca tutto sul rapporto tra Annalise e Bonnie, un rapporto sicuramente poco sano e di dipendenza. Scopriamo di più sul passato di Bonnie che, non solo è stata violentata ripetutamente dal padre ma anche da dozzine di uomini cui il “caro paparino” concedeva la figlia. Le due si conoscono in aula e Annalise è avvocato difensore di uno di questi stupratori del passato di Bonnie.

Bonnie Winterbottom

Come sempre, AK vince la causa, distrugge la testimonianza di Bonnie nonostante sappia della veridicità delle sue parole e infine, si licenzia. Nel passato ottiene la cattedra di insegnante e offre alla bionda non solo un posto alla facoltà di legge ma anche un posto sicuro nella casa di lei e Sam. Bonnie si rende conto di essere sempre stata la figlia simbolica di Annalise e di vedere in lei una madre.

Bonnie Winterbottom

Tutto questo lo scopriamo durante le sedute che anche Julie/Bonnie sta avendo con lo psicologo di Annalise, psicologo che reagisce malissimo quando scopre che Bonnie sta parlando della sua paziente preferita.

 

Cosa succederà adesso? Per adesso le mie previsioni sono molto poco fantasiose, c’è ancora troppo poco materiale su cui lavorare e basarmi. Forse ci saranno sviluppi nella prossima puntata di How to get away with murder.

 

Scarlet Witch

 

Leggi la nostra recensione dell’episodio precedente

 

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