Aladdin: La nostra recensione senza spoiler

La settimana scorsa abbiamo avuto modo di vedere in anteprima il nuovo live action “Aladdin“, e di immergerci nelle sue ambientazioni: ecco la nostra recensione dell’ultimo film Disney in uscita nelle sale il 22 maggio.

Ormai di Live Action ne vediamo di cotti e di crudi. Ed ogni volta ci ritroviamo lì in trepidante attesa, con tante riserve e tanti timori, e fra un sospiro amaro e l’altro non possiamo fare a meno di sperare che il prossimo in arrivo non deluda le nostre aspettative, molto spesso basse. Anche per Aladdin per me, come per molti di voi è stato così. Impauriti dalla possibilità che il nostro amatissimo classico possa essere
distrutto.

Ho voluto guardare Aladdin con occhi diversi, come a pensare: ‘Ehi, il classico non me lo toccherà nessuno’, e a godermi solo il rivivere la storia semplicemente in carne ed ossa. E devo dire che questa cosa mi ha aiutata a partire a cuor leggero. Ma ora basta con i preamboli e parliamo del live action.

Il film si apre con una scena che va sia a celebrare il classico inizio del film, che ad estraniarvisi totalmente. Io personalmente ho apprezzato all’inverosimile l’inizio di Aladdin, che mi ha portata non solo a rivivere una delle scene di apertura più epiche di sempre (perché parliamone, ci sono pochissimi inizi come quello
di questo classico), ma anche a chiedermi cosa ci sarà di nuovo, ad appassionarmi a questa storia, nonostante io già la conosca a menadito.
Non voglio impelagarmi ulteriormente sulle scene del live action per non rischiare di cadere nello spoiler e rovinarvi le novità (benché non ce ne siano così tante) di Aladdin. Sappiate però che ho apprezzato moltissimo le piccole diversità, che hanno solamente impreziosito ciò che è la storia originale, senza andare
a rovinarla.

La cosa che più ho amato di questo live action sono state le musiche e le canzoni (stranamente solamente leggermente modificate in alcuni punti, sicuramente per esigenza di doppiaggio): ricche di passione ed esoticità, ci fanno immergere nuovamente nelle terre e nelle notti d’oriente, sognando di luoghi esotici e di
viaggiare al fianco di Aladdin e Jasmine in un intero nuovo mondo, tutto nostro.
Con l’aggiunta inoltre di alcune coreografie che ho sinceramente apprezzato (o trovato molto divertenti), che hanno reso ancora più appassionante il lungometraggio, oltre che divertente e leggero da guardare.
Ambientazioni e costumi meravigliosi, dai colori sgargianti, che mi hanno fatto desiderare ancora una volta di essere una principessa e di poter indossare gli stessi abiti della principessa Jasmine.

È su lei che infatti voglio spendere qualche parola: Jasmine (Naomi Scott) è sempre stata una delle prime principesse a fare un passo in avanti verso l’emancipazione, a voler vivere a modo suo. Nel live action di Aladdin possiamo vedere ancora di più il suo lato indipendente oltre che il suo desiderio di veder felice il suo popolo. Ancora più apprezzato il ruolo della sua ancella, Dalia (Nasim Pedrad) sulla quale non voglio
rovinarvi nulla.

Si approfondisce anche il suo rapporto con Aladdin (Mena Massoud), che da vero protagonista ha un ruolo centrale con ognuno dei personaggi che vediamo durante la storia. Soprattutto con il Genio (Will Smith), che in questo live action fa da vero coprotagonista, prendendo un ruolo meno marginale (anche se anche nel classico, è sempre stato più che importante). Tra i personaggi, forse l’unico che ho meno apprezzato è stato di Jafar (Marwan Kenzari) che, sebbene l’attore abbia fatto la sua bella figura, non ha avuto un ruolo in grado di esaltare il personaggio originale,
nonostante alcune sfaccettature aggiuntive che forse hanno cercato di aggiungere fascino piuttosto che carattere al cattivo della pellicola.


Per concludere questa recensione, voglio solamente aggiungere che ho vissuto il live action di Aladdin come una vera e propria rivisitazione, in grado di emozionarmi come la prima volta che ho visto il classico. La storia d’amore, l’ambientazione, le scenografie ma, soprattutto, le musiche e le coreografie. Un tripudio di immagini e suoni che con piccole aggiunte (non troppo pesanti), sono state in grado di farmi tornare quella bambina che osservava per la prima volta la storia d’amore fra una principessa e un ragazzo di strada, che valeva più del tesoro della Caverna delle Meraviglie. Quella di Aladdin perciò, si è dimostrata nuovamente una storia ricca di amicizia e amore, che con le emozioni, la musica e le immagini, ci ha portato in terre lontane e alla scoperta di culture nuove e affascinanti.

Mi sento di consigliare la visione del film a chiunque voglia rivivere il classico di Aladdin in tutta la sua magia, preparandosi all’irresistibile voglia di mettersi a cantare insieme ai protagonisti, pronti per emozionarsi ancora una volta, immergendosi nelle ambientazioni realistiche dei luoghi che finora avevamo visto solamente in versione animata.

Tuffatevi perciò in questo nuovo live action, scoprendo un intero nuovo mondo: Aladdin, in uscita il 22 maggio nelle sale italiane.

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