Alla Ricerca di Dory – La recensione (No Spoiler)

Dory

Famiglia, amore, sensibilizzazione, natura, valori, tenerezza. Sono solo alcune delle parole chiave con cui mi sento di descrivere questo incredibile sequel, in uscita nelle sale italiane dal 15 settembre, in oltre 700 copie. Sì, sto parlando de Alla Ricerca di Dory.

Mi sono seduta al cinema con grandi speranze, immaginando di tornare indietro a rivivere quello che è stato un grande capolavoro, di rivedere ciò che ho tanto amato nel corso degli anni, e invece vi ho trovato molto di più.
Si tratta di un film pieno di messaggi meravigliosi, in grado di colpire aspetti della vita quotidiana (assimilabili comunque anche a noi senzabranchie), ma soprattutto di rispecchiare quelli che sono i nostri sentimenti, e quelli delle persone che ci circondano.

La storia può sembrare semplice, basata sulla ricerca di ciò che per la maggior parte delle persone è la cosa più naturale al mondo: la nostra famiglia. Eppure dietro ci sono mille altre sfaccettature.
In primis, abbiamo l’esplorazione dei sentimenti, se non valori, come amore e amicizia, che accompagnano la protagonista in tutto il suo viaggio. I rapporti sono proprio il fulcro attorno al quale si svolge la storia; non a caso la nostra piccola pesciolina chirurgo è in grado non solo di trovare i vecchi amici (anche se a noi sconosciuti), ma anche di farsene di nuovi, senza abbandonare quelli di sempre.

Ma ciò che più mi ha colpita, è l’argomento trattato con più delicatezza, esposto con grande maestria, che è onnipresente nella pellicola: il coraggio di accettare le diversità. E non sto parlando solamente di quella degli altri, ma anche di quella di sé stessi. Dory ci insegna una cosa importantissima, che in pochi sono in grado di fare: sfruttare la propria disabilità, la propria debolezza, e farne un vero e proprio punto di forza.
Già nel precedente film avevamo notato questa peculiarità, con la pinna atrofica di Nemo e qui, con la perdita di memoria a breve termine di Dory, torniamo ad affrontare un discorso così delicato, aiutandoci non solo a superare le nostre di debolezze, ma ad accettare persino quelle degli altri. Perché la nostra protagonista abbraccia, metaforicamente e letteralmente, ciò che rende lei e gli altri diversi, ma allo stesso tempo speciali.
A mio parere, tutto questo aiuta a sensibilizzare, sia grandi che piccoli, all’accettazione del diverso, rendendo comunque il film leggero grazie a battute e situazioni divertenti, in grado di essere apprezzate da chiunque lo guardi.

Nonostante sia più che apprezzabile dal pubblico adulto, il film ha mantenuto quella certa impronta che è stata in grado di conquistare, letteralmente, durante il primo film, il pubblico dei più piccoli. Questo è stato possibile non solo grazie ai colori sgargianti, ma anche alle scene di pura tenerezza, che solo la Disney e la Pixar sono in grado di donarci. I personaggi che sono stati introdotti in questa nuova storia, sono in grado di conquistarti con una semplice e breve scena, tanto da farti sperare di poterli rivedere ancora una volta.

Mi sento anche di spendere qualche parola sul lato tecnico, anche se non sono una grande esperta. Nonostante la grafica de Alla Ricerca di Nemo ci avesse già lasciati a bocca aperta in passato, questa volta la Pixar ha decisamente superato sé stessa, sia per quanto riguarda la perfezione delle immagini, che per la creatività. Da apprezzare la fantasia con cui hanno pensato agli spostamenti dei pesci, le caratteristiche grafiche di Hank, e molto altro.
Non ho avuto l’opportunità di vedere la versione originale, quindi non posso esprimermi su tale doppiaggio, mentre devo dire che, sia i doppiatori del primo film , come Carla Signoris (Dory), Luca Zingaretti (Marlin), Stefano Masciarelli (Scorza), sia quelli dei personaggi entranti, hanno fatto un lavoro meraviglioso nella versione del nostro paese.
Possiamo perciò affermare che questa co-regia tra Andrew Stanton e Angus McLane, ha decisamente dato i suoi frutti, dandoci soddisfazione sia per la storia, che per il lavoro di animazione.

Vorrei chiudere questa recensione parlando dell’ultimo, marginale, ma non meno importante, messaggio del film: la sensibilizzazione al rispetto della natura. Quasi tutto il film è ambientato in un parco Oceanografico, che ha come obiettivi fondamentali la cura, il salvataggio e la liberazione di tutti quegli animali che, una volta si sono trovati in difficoltà per colpa di tutto ciò che l’uomo, nei millenni, ha riversato in natura. Perciò mi sento di dire che questo film ha, come obiettivo principale, la sensibilizzazione delle persone a 360°, sotto vari punti di vista. Un film, veramente, da poter mettere nella rosa dei traguardi Disney Pixar.

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