Il viaggio di Arlo – Recensione

Quest’anno la Walt Disney Company ha deciso che non è affatto l’anno delle persone dal cuore tenero. Pertanto, se volete un consiglio, quando andrete a vedere Il viaggio di Arlo, portatevi dei fazzolettini, così, per sicurezza!

Con la scena di Bing Bong in Inside Out pensavamo di aver ricevuto l’ultimo colpo al cuore e che l’arrivo del nuovo capolavoro Pixar, Il viaggio di Arlo, ci avrebbe portato una ventata di forza e tenacia, pronto a darci la carica. Ed in un certo senso è stato così.

Inizialmente, quando ho appreso la notizia dell’uscita di questo nuovo film, ho pensato sarebbe stato un film rivolto al pubblico dei più piccoli. Ma così non è stato.

Ma partiamo dal principio, dalla trama.

Il viaggio di Arlo, narra la storia di un piccolo apatosauro di nome Arlo, il quale, dopo la morte del padre in un tragico incidente, cade in un fiume e, dopo aver sbattuto la testa ed aver perso i sensi, si risveglia lontano da casa. E’ qui che ha inizio la sua avventura, la quale vivrà in compagnia di un “cucciolo d’uomo” di nome Spot. I due partiranno per un viaggio di ritorno verso casa, durante il quale avranno modo di incontrare numerose altre specie di dinosauri ed animali, tra i quali la famiglia di T-Rex (il papà Butch, la figlia Ramsey ed il figlio Nash) ed un misterioso stiracosauro (Silvano lo Sciamano). Il viaggio sarà pieno di insidie ed il piccolo Arlo si troverà a dover fronteggiare tutte le sue più grandi paure.

E’ proprio qui che mi sono accorta che il film non è rivolto solo ai più piccini. Il viaggio di Arlo non è solo un viaggio fisico, ma è anche un viaggio all’interno di noi stessi. Un viaggio metaforico che ci porta ad analizzare le nostre più grandi paure e ci fa capire che possiamo fronteggiarle. Non superarle (come dice anche Butch), ma realizzare che esistono e trovare un modo per far sì che non ci impediscano del tutto di vivere a pieno la nostra vita.

Perché, allora direte, abbiamo bisogno dei fazzolettini? Semplice. Il film è pieno di scene toccanti, alcune delle quali potrebbero riportare alla mente la storia de Il re leone.Ma non solo. Ad attenderci ci sarà un finale che sarà qualcosa di travolgente!

Tuttavia, Il re leone non è l’unico classico Disney ad essere rievocato in alcune scene. Anche Ribelle, a mio avviso, potrebbe tornarci in mente. Soprattutto per quanto riguarda la fotografia e la sceneggiatura, le quali, in questo film, sono state INEGUAGLIABILI! La precisione e l’attenzione ai dettagli è stata straordinaria. In alcuni casi ho avuto un attimo di smarrimento, non sapevo più se si trattasse di un film di animazione oppure di un live action. Proprio perché le immagini erano talmente perfette da sembrare quasi reali.

Vi lascio alcuni esempi, giudicate voi.

In conclusione: se vi sentite insicuri, inadatti, avviliti, incapaci di stare in questo mondo, andate a vedere Il viaggio di Arlo e seguite le sue orme. Capirete che non importa se la vita ci ha posto dei limiti, e se madre natura ha deciso di farci credere di essere in svantaggio rispetto ad altri; se ci impegniamo con tutte le nostre forze riusciremo a diventare ciò che vogliamo e a superare quelle barriere psicologiche che ci siamo posti. Insomma, con questo film imparerete che la frase “Non ce la faccio” non esiste.

Cosa state aspettando ancora? Andate a comprare i biglietti!

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