Nelle Pieghe del Tempo promo

Nelle pieghe del tempo: Recensione NO SPOILER

Tratto dall’omonimo libro del 1963, Nelle pieghe del tempo vi aspetta in tutte le sale italiane a partire dal 29 marzo con un cast quasi tutto al femminile.

Nelle Pieghe del Tempo Poster

 

L’8 marzo si è tenuta l’anteprima dell’ultimissimo film Disney diretto dalla regista Ava Duvernay e tratto dall’omonimo primo volume della saga sci fi scritta da Madeleine L’Engle tra gli anni sessanta e gli anni ottanta: Nelle pieghe del tempo. Visto il cast quasi prettamente femminile, si è deciso di proiettare l’anteprima di Nelle pieghe del tempo proprio nel giorno della festa della donna ed è stato anticipato anche da una conferenza stampa tenuta proprio dalle attrici protagoniste e la regista. Ve la riportiamo di seguito.

 

Nelle pieghe del tempo racconta le avventure della quattordicenne Meg Murry (Storm Reid), della sua famiglia di menti geniali e in quanto figlia di due fisici di fama mondiale, Meg fa fatica ad integrarsi a scuola, complice anche la scomparsa misteriosa di suo padre (Chris Pine). Non sa ancora di aver ereditato la mente brillante del suo papà e di essere incredibilmente dotata come il fratellino Charles Wallace (Deric McCabe) e sua madre (Gugu Mbatha-Raw). A quattro anni dalla scomparsa dello scienziato, tre donne dall’aspetto eccentrico e dal nome peculiare, le signore Cos’è, Chi e Quale (impersonate rispettivamente da Reese Witherspoon, Mindy Kaling e Oprah Winfrey), spediscono Meg, il suo fratellino e l’amico Calvin (Levi Miller) nello spazio, per salvare suo padre che, a quanto pare, è rimasto intrappolato in una faglia temporale. Catapultati in mondi oltre i confini della loro immaginazione, in Nelle pieghe del tempo, grazie al Tesseract, un congegno magico che permette di scivolare nelle pieghe del tempo e dello spazio, i tre ragazzi partono alla volta di una formidabile impresa contro un nemico potente e sconosciuto. Per poter tornare sulla Terra, Meg sarà costretta a guardare dentro di se e ad accettare i suoi difetti per raccogliere la forza necessaria a sconfiggere l’oscurità che li circonda.

Insomma, che dire… Vi ricordate del film Tomorrowland? No? Così così? Beh tra qualche tempo direte lo stesso di Nelle pieghe del tempo.

Quando si traspone sul grande schermo la storia tratta da un libro è facile tralasciare qualcosa o comunque trovarci qualcosa che non lo rende “uguale” al libro. Ma con Nelle pieghe del tempo si è davvero esagerato. Vuoti abissali su mancanze ancestrali che ti portano ad essere per l’intera durata del film in modalità “ma che…?”

A partire dall’arrivo delle tre signore Cos’è, Chi e Quale e del perché conoscano il piccolo Charles Wallace. Vedere per credere. Probabilmente nel libro ci sarà scritto (mi perdonerete se non so dirvelo con esattezza visto che non ho ancora avuto modo di leggerlo), ma nel film non è spiegato affatto. Ed infatti all’inizio della trasposizione cinematografica di Nelle pieghe del tempo viene da pensare ad un presunto squilibrio mentale del piccolino. Presunto squilibrio che si ripropone anche in diverse altre scene del film.

Ma Nelle pieghe del tempo il tema centrale è la scienza che incontra la fantascienza; ed infatti la maestria del CGI, diciamo, compensa le innumerevoli carenze dell’intero film. Compresa la comparsa di un personaggio nelle forme che ricordano molto un altro personaggio, ma della concorrenza (Dreamworks).

Insomma, Nelle pieghe del tempo aveva del potenziale visto anche il tema molto “girl power” (vedi la presenza di Oprah), ma di fondo è stato un immenso flop. E mi spiace molto, ma proprio non riesco a salvarne nulla. Voto: 4.5

Nelle pieghe del tempo vi aspetta al cinema dal 29 marzo, spero riusciate ad apprezzarlo più di quanto ho fatto io.

 

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