Raya e l’Ultimo Drago: La nostra Recensione

Abbiamo avuto il piacere di vedere in anteprima “Raya e l’Ultimo Drago“, il 59° classico d’animazione Disney diretto da Don Hall e Carlos López Estrada e prodotto da Osnat Shurer e Peter Del Vecho, e non potevamo non raccontarvi le nostre impressioni sul film.

Raya e l’Ultimo Drago, che arriverà nei cinema italiani (se consentito) a marzo e su Disney+ il 5 dello stesso mese con Accesso VIP, è ambientato nel mondo di Kumandra, una terra in cui, 500 anni fa, uomini e draghi vivevano in armonia. E’ l’arrivo di Druun, un flagello nato dall’umana discordia, a distruggere la serenità del luogo tanto da portare i draghi al sacrificio per salvare l’umanità. Dei draghi non rimarrà nulla se non una gemma contenente ancora il potere di essi. Kumandra, una volta unita, si dividerà in cinque territori: Coda, Artiglio, Dorso, Zanna e Cuore e sarà quest’ultimo a conservare la gemma causando solo più discordia tra le popolazioni. Sarà la morte del Capo Benja di Cuore, papà di Raya, per proteggere la gemma, ora che Druun è tornato portando terrore e rapendo l’anima di chi si trova sul suo cammino, a dare inizio all’avventura di Raya.

La storia comincia sei anni dopo la morte di Capo Benja, Raya non è più la giovane bambina addestrata alla salvaguardia delle gemma dei draghi. Il suo aspetto fisico cambia esattamente come si modifica l’ambienta attorno a sé, perdendo qualunque ingenuità che la pace e la tranquillità possono portare con loro. Kumandra è diventato un territorio arido e ostile ed è nei meandri di queste terra che Raya è intenzionata a ritrovare a tutti i costi Sisudatu, l’ultimo drago di cui si abbiano notizie.

E Sisu, questo è il diminutivo che le viene affibbiato abbandonando qualunque aura di grandezza che un drago potrebbe portare con sé, è tutto l’opposto rispetto a ciò che ci si aspetta o rispetto a ciò che si vede nella pellicola. In un territorio tanto spento, i colori di Sisu accendono il paesaggio, nella speranza di una sua maestosità pronta a distruggere Druun si incontra un drago quasi alle prime armi, incapace di vedere il marcio che l’umanità ha creato nel mondo. Ingenua, divertente, spiritosa e fiduciosa nel prossimo, Sisu non solo ribalta ciò che ci si può aspettare succeda ma soprattutto cambia il punto di vista di Raya che ormai sembra aver perso qualunque speranza.

È proprio “Fiducia” la parola chiave di Raya e l’Ultimo Drago durante tutto il viaggio della protagonista tra paesaggi e persone così diverse ma accomunate tutte da una tristezza che l’uomo stesso ha causato ma che non fermano nessuno dalla voglia di provare a creare un mondo migliore anche se questo significa combattere fino alla fine. E nel loro cammino Raya e Sisu non saranno da sole, incontrando personaggi che, ognuno a modo proprio, faranno rinascere nella protagonista quel senso di fiducia perso totalmente a causa di Namaari, la sua stessa antitesi.

Sembra assurdo, guardando tutta la pellicola, quanto Raya e l’Ultimo Drago sia un film d’animazione tanto attuale nonostante la sua lavorazione risalga ad un periodo precedente alla pandemia che ci ha colpiti tutti cambiando drasticamente le nostre vite. Gli stessi direttori e produttori ne sono rimasti sconvolti vedendo come ogni cambiamento vissuto dall’umanità in quest’ultimo anni potesse essere paragonato sì alle pestilenza di Druun ma anche a quella sorta di “unità mondiale e umana” che tutto questo ci ha portato a riscoprire.

Raya e l’Ultimo Drago si dimostra essere un nuovo Classico d’Animazione in cui un personaggio femminile è totalmente capace di salvarsi da solo, o meglio che non ha bisogno di alcuna figura maschile per andare incontro al suo destino. È decisamente una pellicola a maggioranza di quote rosa ma non per questo non mancheranno azione e colpi di scena. Attrarrà sicuramente i bambini perché Sisu ed i personaggi di contorno saranno capaci di far nascere un sorriso ma Raya e l’Ultimo Drago è a tutti gli effetti un film per adulti se ne si vuole capire e carpire il vero significato. E sicuramente non mancherà di emozionarvi! Posso assicurarvi che gli ultimi 20 minuti di pellicola li ho passati con i lacrimoni agli occhi e singhiozzi difficili da far sparire anche dopo i titoli di coda. Dopo tutti i live action rilasciati ultimamente, Raya e l’Ultimo Drago è una storia originale – la prima della Disney che trae ispirazione dalle culture e dai popoli dell’Asia sudorientale – che merita di essere vista. I soldi spesi per il biglietto del cinema o l’Accesso VIP di Disney+ vi assicuro che saranno ben spesi. Qualora non l’aveste ancora visto, ecco il Trailer e non dimenticate di acquistarlo su Disney+ a partire dal 5 marzo!

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