Reason and Emotion

Reason and Emotion – I predecessori di Inside Out

Reason and Emotion – I predecessori di Inside Out

Reason and Emotion

Credete forse che Inside Out (Pete Docter, 2015) sia uno dei più innovativi e brillanti film prodotti dalla Disney in questi ultimi anni? Sicuramente è così.

Inside Out ha emozionato, ha fatto riflettere e ha certamente suscitato grandi emozioni.

Gioia

Tuttavia forse non tutti sanno che l’idea di mostrare cosa ci sia all’interno della testa delle persone non è una novità in casa Disney.

Durante la Seconda guerra mondiale la nostra casa di animazione preferita ha prodotto su commissione dell’amministrazione Roosevelt, un’innumerevole quantità di corti animati al fine di pubblicizzare l’intervento degli Stati Uniti in guerra e screditare l’ideologia nazista.

Tra questi troviamo il cortometraggio Reason and Emotion (Bill Roberts, 1943), cartoon che adotta il modello del documentario scientifico per spiegare allo spettatore i meccanismi della mente umana. Il bambino protagonista del racconto è Junior, un classico monello che si lascia guidare dalle emozioni. La voce fuori campo spiega, infatti, che quando si è bambini sono unicamente le emozioni a farci compiere determinati gesti. Ci viene quindi presentata Emotion, che nella testa di Junior assomiglia ad un piccolo cavernicolo vivace e dalle intenzioni discutibili. Dopo che il bambino cade dalle scale, facendosi male, nasce Reason che ha un aspetto più ordinato e sobrio e insegna cosa è giusto e cosa non lo è per il proprio bene e quello altrui.

Reason and Emotion Baby

Junior cresce e diventa un classico ragazzo americano di bell’aspetto. Nella sua mente Reason, anch’esso cresciuto, guida le sue azioni, mentre Emotion, annoiato, contesta l’operato del suo “avversario”. Quando il ragazzo incrocia per la strada un’avvenente donna, Emotion prende il sopravvento su Reason presentandosi alla ragazza con un complimento: il risultato è uno schiaffo in pieno viso. Si passa così alla testa della giovane, dove troviamo i medesimi personaggi ma con sembianze femminili. Reason considera il gesto dell’uomo come poco elegante, mentre Emotion avrebbe accettato l’avance senza troppi turbamenti.

Reason and Emotion

Improvvisamente l’atmosfera cambia e il voice over comincia a spiegare agli spettatori come interpretare correttamente i due profili di Reason ed Emotion, portando come esempio negativo la politica nazista. La scena si trasferisce in Germania, dove il dittatore parla alla folla composta da giovani e aitanti ragazzi, nella cui testa sono in ascolto Reason ed Emotion. A causa dei discorsi manipolatori del Führer, Reason diventa sempre più piccolo ed Emotion prende il sopravvento, sino a rinchiudere il compagno in un campo di prigionia. Vediamo così i soldati tedeschi marciare mossi solamente dal sentimento per la patria e per il loro leader.

Reason and Emotion

La scena ritorna in America, dove il narratore intima a Reason ed Emotion di collaborare come una vera squadra, poiché solo così potranno arrivare alla vittoria. Il cartone termina con i due che, complici, “pilotano la mente” l’uno affianco all’altro. L’ultima inquadratura mostra gli aerei dei prodi aviatori americani che si alzano in cielo verso la vittoria. Reason and Emotion si presenta come un documentario che spiega i meccanismi piscologici utilizzati dal potere verso le masse, su cui si reggono i regimi totalitari.

Reason and Emotion Victory

Emotion è raffigurato come un tozzo cavernicolo dall’aria furba che cerca di prendere il sopravvento sul collega, senza mai diventare odioso allo spettatore. L’unico momento in cui il personaggio si rivela come antagonista negativo è quando ci spostiamo nella Germania nazista, in cui è solo lui a muovere le redini. D’altra parte Reason ha l’aspetto austero e severo di una persona che si prende troppo sul serio. È dipinto come il tipico inglese: trench beige, occhiali in osso e modo di fare altezzoso. Nonostante queste caratteristiche si dimostra in seguito disposto a collaborare nel momento del bisogno.

Sicuramente l’obiettivo di questo antico corto animato è ben distante dalla colorata storia di Inside Out. Nonostante le gag di cui i due piccoli omini sono protagonisti, la guerra è lo sfondo triste e cupo di una situazione geo-politica che ha dilaniato intere nazioni nel corso del Novecento.

Reason ed Emotion ci permettono però di scoprire la discendenza delle ben più giovani cinque emozioni di Riley. Reason ed Emotion litigano per il comando, gestiscono Junior con dei volanti (che in Inside Out diventeranno una console innovativa) e come capitato a Riley, non arrivano insieme ad abitare la testa di Junior ma si formano in base alle esigenze della persona di cui sono “ospiti”.

Inside Out

Gioia, Tristezza, Paura, Rabbia e Disgusto sono i discendenti più elaborati e dalle sfaccettature più delineate dei due piccoli omini nati dalla mente di Bill Roberts nel lontano 1943. Sono passati ben settantadue anni e la Disney Pixar ha creato uno dei suoi più accattivanti capolavori, consapevole, o forse no, di come qualcuno nella stessa grande famiglia ne aveva già fatta un’idea estremamente innovativa in una storia che ci sembra ormai molto lontana. Di sicuro Bill Roberts ne sarebbe entusiasta…

Riley Inside Out

 

 

 

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