Recensione “Agents of Shield” – 4×05

Lockup

 

Prima

Inizia con un flash back la quinta puntata di Agents of Shield. In uno scantinato sporco e logoro la dottoressa Lucy Bauer e suo marito Joe sono alla ricerca del fantomatico libro del mistero che potrà aiutarli a portare a compimento la loro ricerca. Una volta trovato i due, sono euforici per la scoperta, ma sembra che il libro appaia in lingue diverse a secondo di chi legge le sue pagine. Il Darkhold è in grado di leggere dentro chi lo guarda.

Oggi

Torniamo al presente. Coulson e Mack si recano all’ospedale in cui è ricoverato Joseph Bauer. L’uomo, dopo un coma lungo anni, si è risvegliato grazie all’intervento della moglie fantasma e prima di morire a causa degli effetti collaterali dati dal tocco della donna, informa i due sulla posizione del libro. Nel frattempo Lucy è già sul posto e recupera il Darkhold dal suo nascondiglio. La donna però non è più in grado di decifrarne le pagine a causa della sua natura fantasma. Un momentaneo vantaggio per lo Shield sembra essere arrivato.

Sul quinjet la squadra di Coulson elabora un piano per arrivare a Lucy senza che la maledizione fantasma della donna possa arrecare danni. Decidono così di tentare di parlare nuovamente con Eli Morrow per cercare di ottenere informazioni utili. In un primo momento Robbie non è incluso nella missione di recupero ma dopo una discussione con Daisy la ragazza convince la squadra a portarlo con loro. Il teschio in fiamme viene così affidato a Mack che lo ammonisce di come non avrà pietà di lui in caso perda il controllo.

Penitenziario di South Ridge

 Coulson e il resto della squadra si recano così al penitenziario in cui è rinchiuso Eli Morrow. L’obiettivo è di trovarlo prima che lo faccia Lucy e il gruppo di fantasmi al suo fianco. Il carcere è però compromesso a causa della psicosi che le entità hanno innescato tra i detenuti e le guardie carcerarie. Durante lo scontro accadono così varie cose. Coulson, sottolinea la sua fissazione per Captain America sfoggiando uno scudo digitale che ricorda molto quello del super soldato.

Robbie e Mack creano una buona intesa che sembra essere l’inizio di una collaborazione basata sulla fiducia reciproca. (Ma d’altronde, chi non va d’accordo con il buon Mack?)

Solo quando si separano momentaneamente Robbie, trasformandosi in Ghost Rider, uccide uno dei detenuti che avevano causato anni prima la disabilità del fratellino Gabe. Nel frattempo Daisy recita la parte dell’eroina dark e solitaria per poi essere salvata in corner da May e Coulson.

Infine, nella confusione generale, Lucy riesce a rapire Eli. Il suo scopo è che lui legga il Darkhold che a lei non è più accessibile. L’uomo, costretto dal fantasma, esegue l’ordine e sembra euforico e illuminato dalla lettura del testo. Che abbia cambiato idea sul piano folle di Lucy? Vedremo…

May e Coulson tornano alla loro complicità in cui la risolutezza della donna e il buon cuore dell’uomo sono entrambi fondamentali per il funzionamento della loro coppia. Vederli insieme in azione è sempre un piacere ma soprattutto, la cavalleria sembra stia riprendendo i giusti spazi dopo una partenza un po’ in sordina. Inoltre la confessione di May all’agente riempie il cuore di gioia. La donna prima della sua temporanea morte dichiara di aver visto lui. Questa confessione non profuma necessariamente d’amore ma è comunque importante e loro due insieme, amici o no, ci piacciono. Speriamo continuino così.

Ghost Rider – Robbie Reyers, mmm non so ancora bene cosa pensare di questo personaggio e il suo sviluppo. Sicuramente ogni volta che lo vedo trasformarsi il mio cuore si riempie di gioia, soprattutto dopo i pessimi film Marvel ma lui… lui lo trovo un po’ scialbo e spento, poco incisivo insomma. Forse questa sua collaborazione con lo Shield lo renderà un personaggio degno di nota. Ma la vera domanda è: per quanto i fan Marvel possano essere contenti della presenza di un super eroe così famoso nella serie tv, cosa ci azzecca Ghost Rider con lo Shield al momento? Per me niente, ma ovviamente è personale. Spero riescano a farmi cambiare idea in futuro…

Daisy. Nell’episodio viene dato poco spazio alla ragazza ma il suo ruolo rimane sempre quello: darkettona, solitaria che non si affeziona a nessuno, quando sappiamo benissimo che morirebbe per ognuno di loro. L’avrete capito ormai che questa versione di Daisy non mi piace e non la trovo necessaria. O meglio, avrei sviluppato il dolore per la perdita di Lincoln in un altro modo. Non ha senso proclamarsi una fuorilegge dura e fredda quando ogni puntata torni tra i tuoi amichetti Shield. Troppo comodo così. Per ora, rimane bocciata. Peccato.

Simmons e il direttore dello Shield

 Dopo aver scoperto di Aida e della collaborazione di Quake e Ghost Rider con lo Shield, Simmons è seriamente preoccupata per il test del poligrafo cui viene ciclicamente sottoposta. Il poligrafo infatti, rileva ogni più piccola menzogna attraverso espressioni vocali e facciali e la ragazza ha paura di essere licenziata a causa delle informazioni di cui è a conoscenza e che non devono essere rivelate al nuovo direttore dello Shield. Durante il test, Jemma cede d’innanzi a una delle domande e a interrompere il suo questionario e lo stesso direttore dello Shield. Prefigurandosi già la fine della sua carriera, la ragazza è colpita quando il direttore le chiede aiuto per un dibattito che deve sostenere in televisione. Il supporto di Simmons è fondamentale per dimostrare attraverso prove scientifiche della non pericolosità degli inumani e della collaborazione che l’umanità dovrebbe avere con la nuova specie. Durante il dibattito scopriamo di come il direttore dello Shield, Jeffrey Mace, sia un eroe nazionale per aver salvato delle vite durante l’attentato di Vienna. A combattere contro la sua causa c’è Ellen Nadeer, senatrice e sostenitrice del movimento Prima gli umani (e collaboratrice dei Cani da guardia). Quando la donna lo giudica inadatto per il ruolo che gli è stato affidato, Mace ribatte dichiarando in diretta nazionale, di essere l’uomo giusto anche per la sua natura inumana. Lo Shield scopre così un’altra delle sue carte innescando quella che potrebbe essere una vera e propria rivoluzione. Al termine del dibattito l’indice di gradimento nei suoi confronti è alle stelle e quando Simmons si complimenta con lui per il coraggio dimostrato, l’uomo le chiede di ripetere nuovamente il test del poligrafo. Jemma però si rifiuta, minacciandolo velatamente di non essere in grado di mentire riguardo cosa è realmente accaduto a Vienna. Sembra così, che il perfetto eroe nazionale nasconda qualcosa…

Promossa a pieni voti è Simmons. Badate bene, non l’ho mai apprezzata del tutto, soprattutto nel periodo post altro pianeta in cui faceva soffrire il povero Fitz un giorno sì e l’altro pure ma cavolo se la ragazza ha recuperato. L’agente Simmons ha subito un’evoluzione davvero incisiva e sorprendente. Da timido topo di laboratorio, la ragazza agisce decisa e con maturità, spesso facendosi carico anche delle situazioni altrui. Adesso addirittura tiene in pugno il direttore inumano dello Shield. Beh, che dire complimenti! Continua così!

Post credit

Il direttore dello Shield incontra la senatrice Nadeer e i due si accordano per non fare trapelare le informazioni che la donna possiede riguardo alla missione nel carcere da parte di Coulson e il resto degli agenti. Che cosa nasconde il bel fusto Jeffrey Mace che si nasconde dietro la maschera di uomo perfetto e integerrimo? Per scoprirlo appuntamento a settimana prossima con la sesta puntata di Agents of Shield.

 

 

 

 

 

 

Stan Lee docet…

(Citazioni e riferimenti ai fumetti Marvel o alla saga cinematografica MCU)

 

  • Attentato di Vienna: incidente avvenuto nel film Capitan America – Civil war. In seguito agli avvenimenti del Wakanda, gli stati si riuniscono a Vienna per istituire gli accordi che pongono i super eroi sotto il controllo delle istituzioni governative. Durante il congresso però, esplode una bomba che porterà alla morte di parecchie persone tra cui il re del Wakanda, padre di Balck Panther. L’attentato è subito collegato a Winter Soldier solo in seguito si scopre che ad architettarlo è il Barone Zemo.

 

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