How to get away with murder

Recensione “How to get away with murder” – 4×03 – It’s for the Greater Good

Recensione How to get away with murder – 4×03 – It’s for the Greater Good

 

Eccoci di nuovo con la terza puntata di How to get away with murder.

How to get away with murder

Le puntate di questa quarta stagione si stanno prendendo le giuste tempistiche prima di sganciare i classici colpi di scena del format.

 

Il lavoro d’avvocato di Annalise continua a favore dei meno abbienti. Questa volta la donna si occupa di una accusa di omicidio rivolta nei confronti di un ragazzo appartenente ad un gang. La sua ragazza (e madre della figlia) ha perso la vita cadendo dalla finestra. L’imputato sostiene di come si sia trattato di suicidio a causa della depressione post partum. Nonostante le difficoltà iniziali, dovute anche al contrattacco di Bonnie e Nate, Annalise ottiene un video che mostra chiaramente di come effettivamente si sia trattato di un suicidio. Il ragazzo è libero dopo dodici anni e può finalmente ricongiungersi alla figlia Madison, ormai adolescente.

Annalise Keating

Annalise affronta a testa alta il processo tuttavia è scoraggiata quando viene chiamata per l’identificazione di un cadavere. Si tratta di Jasmine, la prostituta salvata nella precedente puntata. La morte della donna sconvolge Annalise che si rifugia dal suo terapeuta rinunciando al bere.

 

Personalmente continuo ad apprezzare questo cambiamento di Annalise verso il suo lavoro e se stessa. È possibile che sia per il suo ego così come sostiene il suo psicologo? È probabile. Non credo ci sia nulla di male però in questa sua nuova combattività. Insomma se aiutare gli altri aiuta anche la nuova donna che cerca di essere non ci trovo nulla di male.

 

Passiamo ora ai nostri K4.

 

Connor decide di lasciare definitivamente la facoltà di legge. Nonostante la cena-terapia degli amici, il ragazzo sembra convinto della sua scelta ed io come ho già detto, non ci trovo nulla di male. A fine puntata però ci vengono presentati i due papà di Connor sicuramente non felici della decisione del figlio. Sono molto curiosa di queste due nuove new entry. Scoprire qualcosa del passato dei nostri protagonisti li rende più umani ma soprattutto approfondisce il loro essere attuale grazie al retaggio passato. Vedremo come va…

Connor Walsh

Michaela non solo si distingue nell’ufficio in cui è tirocinante ma vince anche la sfida diabolica surclassando gli avversari. La nostra Micky è tosta ma soprattutto decide di aiutare l’amica Laurel nell’incastrare il padre. Da un lato non posso fare a meno di apprezzare questa sorellanza tra le due il sostegno femminile che incorre tra le ragazze tuttavia, vedere Michaela ridotta in uno stato pietoso a fine puntata, mi intristisce molto. Odio questo suo costante arrivare all’apice per poi perdere tutto miseramente. Credo non se lo meriti e credo che il suo essere così tosta dovrebbe riservarle qualche soddisfazione concreta. Incrocio le dita per lei.

Michaela Pratt

Asher è sempre sottotono. Copre il suo ruolo di amico (sia nei confronti di Frank che in quelli di Connor) e di fidanzato in modo eccezionale.

Asher Millstone

Laurel è sempre in bilico. Ha un obiettivo preciso ma sembra comunque sconfitta. Come ho già detto non biasimo il suo atteggiamento e spero possa rifarsi. Sapere che il bambino non è con lei (vivo o morto che sia) mi sembra una punizione troppo grande per lei. Se davvero non potrà ricongiungersi con il figlio penso che il suo personaggio sarà destinato a finire in un baratro.

Laurel Castillo

Sapremo come andranno avanti le vicende dei nostri murderes preferiti settimana prossima.

 

Io vi aspetto,

Scarelet Witch

 

 

Leggete la recensione della seconda puntata di How to get away with murder

 

 

 

 

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