Recensione “How to get away with murder” – 3×12

How to get away with murder – 3×12 – Go cry somewhere else

 

Eccomi di nuovo prontissima a recensire l’episodio di How to geta way with murder. Ed ecco i nostri protagonisti dopo aver sgozzato il vicino di casa di Annalise perché le sue piante sconfinavano nel giardino dell’avvocato…

how to get away with murder

Scherzi a parte…

La puntata si apre con un flashback in cui vediamo Frank perdere le tracce di Wes. Il cucciolo, sapendo di essere seguito, sale su un taxi e qui, chiama un numero segnato come In caso di emergenza. Quando riceve risposta dall’altro capo del telefono, Wes si presenta con il suo vero nome, Christoph. Ta da da dam. Colpo di scena? Wes non è morto ma si tratta solo di una simulazione in stile protezione testimoni? Può darsi, tuttavia, sappiamo bene che Shonda non perdona e la vera killer, quando si tratta dei suoi personaggi, è lei. Non illudiamoci troppo quindi, ma comunque abbiamo uno spiraglio di speranza.

La puntata numero dodici di How to get away with murder si rivela essere molto commovente, o almeno per me. Da un lato vediamo l’udienza preliminare in cui si cerca di sfaldare l’omicidio in concorso tra Annalise e Frank. Udienza in cui assistono i genitori di Annalise. Vedere questi due signori anziani assistere allo spettacolo della giustizia che accusa la figlia di omicidio spezza il cuore. Dall’alta parte abbiamo il funerale di Wes in cui Laurel, durante il discorso in suo onore, inveisce contro i presenti, martoriata dal dolore della sua perdita.

La ragazza fugge dal funerale e si reca all’obitorio per un ultimo saluto a Wes. Quando le viene negata la possibilità di vederlo, Laurel è ancora più scossa e se ne va con intenzioni a noi non note. Sicuramente al momento è una mina vagante e i K5 hanno il terrore che possa confessare tutto alla polizia.

Nel frattempo Oliver viene chiamato dalla centrale per un interrogatorio. Il ragazzo nonostante il panico lo supera senza sospetti e viene rilasciato senza interferenze.

In prigione, i genitori di Annalise vanno a trovare la figlia e mentre chiacchierano, la mamma afferma di poter risolvere le cose dicendo di essere stata a lei a bruciare la casa con dentro lo zio che violentava Annalise da piccola. La donna da qualche tempo soffre di demenza senile e si rivela essere un’altra bomba ad orologeria da tenere sotto controllo.

Ad un certo punto, colpo di scena. Laurel si reca da Nate chiedendo di aiutarla a vedere Wes per dirgli addio.

Il poliziotto acconsente e quando si ritrovano di fronte al cadavere di Wes scoprono che è stato sostituito con quello di un altro defunto. Questo dettaglio cambia completamente le carte in tavola, manomissione delle prove che l’ufficio del procuratore definisce come perdita del cadavere, potrebbero scagionare Annalise.

Bonnie cerca di farla uscire su cauzione ma fallisce miseramente nell’intento. In tribunale e in centrale sembra che sia in atto un vero e proprio piano per incastrare Annalise. L’avvocato, in cella, provoca volutamente una delle altre carcerate che la picchia brutalmente. Con questo pretesto Bonnie riesce finalmente ad ottenere il rilascio su cauzione sino alla data del processo.

Oliver confessa a Connor di avere una copia dei file cancellati dal telefono di Annalise. Noi spettatori ne eravamo già a conoscenza ma questa potrebbe essere la chiave per scagionare qualcuno o inchiodare qualcun altro.

La puntata termina con un flashback in cui vediamo l’incontro in casa Keating tra Wes e Nate. La cosa non stupisce. Difatti sappiamo bene che quella sera in casa erano presenti Nate, Laurel e Wes ma l’unico ad uscirne incolume è stato proprio Nate. Parallelamente ci viene mostrato un documento in cui Nate ha acconsentito al trasferimento in un altro obitorio del cadavere di Wes Gibbins. Che Nate sia invischiato? Può darsi. Tuttavia sappiamo bene che il meno sospettabile del film potrebbe rivelarsi il più efferato tra gli assassini.

Per tirare le somme personalmente ho trovato la puntata toccante e commovente. E non solo per il banale motivo del funerale di Wes ma anche per la dolcezza della mamma di Annalise che crede di dover prendersi la colpa al posto della figlia per un omicidio commesso trent’anni prima.

D’altro canto abbiamo Laurel con il suo dolore che comprendo e non condanno nemmeno il suo comportamento altalenante visto che ha perso il suo amore. Sempre riguardo a Laurel ho trovato ugualmente emozionante il suo confronto con Frank. Ferita o non ferita, i due si sono amati, probabilmente lui la ama ancora, e nel loro incontro ho rivisto un almeno un po’ di quel bene che si vogliono.

Ho anche provato tenerezza per Oliver che al momento non sembra avere la fermezza del resto della squadra e che sembra essere sopraffatto dagli eventi.

Umanità è la giusta parola per descrivere questa puntata. How to get away with murder è un telefilm costellato da personaggi sempre più cinici e distaccati ma anche emotivamente apatici per via di tutto ciò che è capitato nelle loro vite, in questo episodio ho visto il lato umano di tutti loro.

Cosa accadrà nella prossima puntata? Sicuramente ci verrà fornito un tassello in più del puzzle e sicuramente Annalise potrà meglio gestire la situazione vista la sua momentanea libertà. Ci sarà un contrattacco? Per scoprilo, appuntamento alla settimana prossima con me e con la nuova puntata di How to get away with murder.

 

Scarlet Witch

 

 

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