Shadowhunters

Recensione “Shadowhunters” – 2×16

Shadowhunters – 2×16 – Giorno dell’espiazione

Shadowhunters

Benvenuti a tutti con la nuovissima puntata di Shadowhunters. Puntata in cui Sebastian/Jonathan (tutti questi nomi mi confondono, solo Brooke di Beautiful forse può aiutarmi) ci mostrerà come utilizzare dei fiammiferi. Ma facciamo i seri.

 

L’inizio dell’episodio ci mostra come Jonathan riesca ad arrivare sulla terra, in un seminterrato ad Idris, lo stesso in cui si nasconderà con Valentine, dopo averne dirottato lo spostamento e dove gli rivelerà la volontà di vendicarsi per tutte le crudeltà subite per mano sua.

 

Dopo la sigla, la scena si apre con Maia che bussa alla porta del rifugio di Simon, trovando il ragazzo, in piena crisi mistica, che cerca ancora di superare la rottura con Clary e tutta la questione del Covo del Sangue. Simon racconta alla bella lupa che quella sera la trascorrerà in famiglia per celebrare lo Yom Kippur, il giorno dell’espiazione per gli ebrei.

 

Non ancora arrivati alla fine dei titoli di testa, alla velocità della luce, la scena cambia di nuovo, siamo catapultati all’Istituto e Jace rincorre Clary per chiederle perché lo evita, come se fosse un appestato, considerato che probabilmente non ricorda di aver sfoggiato la più tenera delle espressioni da cucciolo, alla corte Seelie, mentre si scambiavano un bacio appassionato davanti a Grattuggia Simon, ormai ex-fidanzato della ragazza, che il triangolo Edward-Bella-Jacob nella saga di Twilght, può solo accompagnare.

 

Nella sala di controllo i due incontrano i fratelli Lightwood, Alec comunica che il Consiglio dei Nascosti, da dopo la scomparsa di Valentine, si incontra segretamente alla corte Seelie e di come l’Inquisitrice abbia mandato un emissario per valutare la situazione, il moro Shadowhunters teme di essere sollevato dal suo ruolo di guida. I quattro sono interrotti dall’emissario del Clave, che sorprendentemente si scopre essere il padre di Alec e Izzy, che ha fatto di tutto per fare in modo che il figlio rimanesse a capo dell’Istituto.

 

In un’altra stanza Jace studia intensamente dei fogli, ma irrompe subito Clary, scocciata dal fatto che il bel biondone ha chiesto al suo Parabatai di poter lavorare insieme nella ricerca di Valentine. Clary scopre che le carte che Jace sta studiando sono le mappe di Idris, i due devono trovare un modo per arrivarci, poiché il Clave non ha acconsentito alla richiesta di poter aprire un portale che li conducesse alla città sacra agli Shadowhunters. Jace sospetta che Valentine si nasconda nello chalet dove lo portava da bambino situato nella foresta di Brocelind.

Jace Herondale

I due non possono ricorrere né a Magnus, occupato all’incontro dei Nascosti, né a qualsiasi altro stregone, ma la situazione viene risolta dal potere speciale di Clary, che con la solita faccia da triglia in trance riesce a creare una nuova runa capace di aprire i portali. Importante è ricordare che lei non sta imparando un cippa di tutti gli altri trucchetti base alla sopravvivenza Shadowhunters, ma chissenefrega dopotutto.

Clary Frey

Gli Shadowhunters lo attraversano e si ritrovano sott’acqua dove la nostra eroina dimostra la sua lungimiranza e il suo adattamento alla vita Shadowhunters , nuotando verso il fondo del lago credendo di dirigersi verso la superficie. CHE. QUALCUNO. LE. DIA. UNA. MEDAGLIA!

Nell’inquadratura tornano i cattivi. Valentine è perplesso nell’aver generato una figlia simile, no scherzo, è perplesso perché non comprende come Jonathan sia riuscito a scappare dalla sua prigionia di fiamme eterne, e il ragazzo gli racconta di aver stretto un patto con il Demone Azazel. Jonathan racconta che nell’Edom ha subito delle torture disumane: i demoni che lo abitano, ritenendolo troppo bello e umano per quell’inferno, gli hanno bruciato, strato dopo strato, la pelle, fino a sfigurarlo (infatti sappiamo tutti chi è l’unico bisteccone in grado di essere perfetto anche sotto forma di fiammiferone abbrustolito, a buon intenditor…eh no, non è Ghost Rider), ma gli hanno insegnato anche come controllare e usare il potere conferitogli dal suo sangue di demone.

Jonathan Morgenstern

Jonathan ricorda al paparino che era stato lui a tenerlo prigioniero per un anno intero con quelle stesse catene quando era solo un bambino, ma il padre giustifica la sua azione dicendo che era necessario, considerata la sua pericolosità: il piccolo Jonathan aveva ucciso un altro bambino, per pura e semplice curiosità, un esperimento. Effettivamente il dubbio può sorgere a chiunque: “Chissà, ma se faccio precipitare un marmocchio da una distanza di dieci metri diventerà purè o no?” Legittimo, bisognerà proporlo come esperienza formativa nei programmi ministeriali della terza elementare!

Ma Valentine, vincitore di almeno tre premi come padre dell’anno, per riportarlo sulla strada giusta il figlioletto dall’inquietante curiosità, non lo terrorizza con l’incubo di mandarlo per direttissima in collegio con le suore (minaccia che fa trascorrere notti insonni ai bambini dell’ultimo quarto di secolo, me inclusa) ma lo spedisce nell’Edom. Che papino amorevole!

Jonathan Morgenstern

Nel frattempo Jace e Clary si addentrano nella foresta, ma la ragazza avverte dei capogiri, come se le stesse salendo l’effetto del miglior allucinogeno per cui John Lennon avrebbe ucciso la stessa Yoko, e perde di vista il ragazzo. La rossa, a conferma della mia teoria, ha la visione dell’angelo Ithuriel che le rivela che Jonathan è vivo, ma la ragazza non dà peso all’informazione, credendo che si riferisca a Sorriso Smagliante Jace.

A New York, Maia si fa trovare alla porta di Simon, pronta per andare a cena dalla sua famiglia, senza ammettere alcun tipo di replica, e si presenta come la ragazza del bel Diurno, che con la camicia e la cravatta non ha nulla da invidiare a nessun Shadowhunters. (Tranne ad Alec Lightwood, si intende). Durante la cena, in cui sembra che il vampiro, stia per svenire sulla vellutata di zucchine della nonna da un momento all’altro, si scopre di come Maia sia un’ottima compagna di squadra, che riesce a reggergli il gioco e salvarlo da domande indiscrete.

Maia Roberts

Inoltre scopriamo qualcosa in più su di lei: studia per diventare biologa marina, suo fratello è morto prematuramente e questo l’ha condotta via di casa in giovane età. Se Freud avesse avuto in cura ogni protagonista di questa serie, si sarebbe fatto i soldoni e si sarebbe comprato un isolotto in mezzo al Pacifico, circondato da donnine (che gli ricordano la madre) in costumi succinti e che gli sbocciano Mojito tutto l’anno.

 

Alec avverte che Jace è in pericolo grazie al legame Parabatai. Presto scopre i resti del portale creato da Clary e Jace e scopre grazie all’intervento del padre, che i due si trovano nei pressi del lago Lyn. Lightwood senior cerca così di far approvare un nuovo portale al Clave in modo che Izzy e Alec possano raggiungere i rispettivi migliori amici.

 

Robert Lightwood riesce a convincere il Clave ad approvare il portale e la figlia raggiunge Idris, dove, ovviamente senza intoppi e difficoltà trova Jace e gli racconta dei poteri dell’acqua del lago: chiunque ne beva è vittima di strane visioni e se non si interviene in tempo, con la runa Iratze, il marchio della guarigione, il malcapitato può perdere totalmente il senno per sempre. Effettivamente una crisi di nervi irreversibile è proprio quello che serve alla nostra Faccia da Triglia preferita.

 

Molto velocemente i due riescono a trovare Clary in preda alle visioni, alla fine la botta le è salita tutta e per questo non riesce a riconoscere i compagni dando inizio a un combattimento contro di loro, credendosi Jackie Chan, rompe lo stilo di Izzy ma Jace la immobilizza e con il suo potere del Cristallo di Luna, ehm, volevo dire angelico, riesce ad attivare la propria runa della guarigione e a sanare Clary, che finalmente riconosce il ragazzo e gli rivolge uno sguardo colmo di sentimento, degno di Bambi.

Clary Frey

All’Istituto Alec e il padre discutono ancora della loro famiglia e alla fine Robert confida al ragazzo il segreto più pericoloso del Clave: la Spada dell’Anima, dopo la strage di nascosti, avvenuta nel quartier generale degli Shadowhunters, non è mai stata ritrovata.

 

La scena torna su Jonathan/Sebastian e Valentine che si rinfacciano le vecchie questioni e i drammi irrisolti di un bambino che cerca solo ed esclusivamente di rendere orgoglioso il padre, Sigmund prepara il lettino e affila la penna, te lo dicevo io che c’erano nuovi clienti. Carico di rancore, il ragazzo invoca il pentacolo per spedire Valentine nell’Edom e con gran sorpresa dell’uomo, il figlio, con sangue di demone, ha intenzione di esiliare con lui anche la Spada dell’Anima, potenzialmente pericolosa, anche se è disattivata.

Spaventato, e al contempo, probabilmente, ammirato, dalle azioni del figlio, Valentine impugna la lama della Spada, rivelandogli il senso di colpa che lo attanaglia per la scelta di abbandonarlo e che lo ritiene essere, la sua più grande invenzione, il guerriero perfetto.

 

Jace, Clary e Izzy arrivano allo chalet di Valentine, convinti di trovarlo lì ma quando raggiungono il seminterrato della struttura, scoprono che l’ex capo del Circolo se n’è andato.

 

Gli Shadowhunters tornano all’Istituto, Alec comunica ad Izzy il segreto che gli aveva confidato il padre e capiscono che gli accordi con i nascosti sono a rischio. Clary raggiunge Jace, intento a leggere i diari che Valentine aveva tenuto sugli esperimenti, scoprono che Jonathan Cristopher Morgenstern e Jonathan Cristopher Herondale, Jace, sono estremi opposti dello stesso esperimento.

Jonathan Morgenstern

Clary nota che le date degli appunti risalgono a soli 10 anni prima da cui si evince come il fratello della rossa fosse mancato nell’incendio precedente a quegli anni e, finalmente, ricollega le parole dell’angelo Ithuriel, seconda cui Jonathan sia vivo, tuttavia non si tratta di Jace ma al fratello che credeva morto. Adesso la rossissima Clary riprenderà la tiritera “ma è la mia famiglia, dobbiamo salvarlo…” che farà diventare isterico il nostro già preoccupatissimo Alec.

 

La puntata si conclude con Jonathan/Sebastian, nel suo appartamento, invitato a sedersi a tavola da Valentine che ha preparato la cena per entrambi, come il più orgoglioso dei papà.

La sedia vuota è per Sigmund Freud, che sta arrivando per gustarsi manicaretti freschi made in Shadowhunters.

 

Con questo è tutto per oggi, appuntamento alla settimana prossima.

Scarlet Witch

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